27) Klein. La funzione dell'analisi infantile.
Per Melanie Klein (Vienna 1882-Londra 1960) l' Es, l' Io e il
Super-Io si strutturano precocemente nel bambino, a partire dai
primi mesi di vita; il loro sviluppo  collegato alle fantasie e
ai sentimenti ambivalenti che caratterizzano i primi rapporti con
l'oggetto (il seno materno). L'analisi infantile risale alle prime
situazioni ansiogene vissute dal bambino nel primo anno di vita e
alle quali sono legati i suoi vissuti di angoscia e i sensi di
colpa, conseguenza delle sue fantasie sadiche e dei suoi impulsi
aggressivi nei confronti dell'oggetto. Rivelando al bambino
l'origine delle sue angosce e delle sue paure, diminuisce la
fissazione della libido a quei primi stadi pregenitali di
sviluppo; si ottiene in questo modo un adeguamento tra l' Es e lo
stesso Super-Io e quindi un rafforzamento dell' Io. L'analisi si
propone quindi anche con il bambino, cos come con l'adulto, di
sostenere il naturale sviluppo dell'individuo. Contrariamente a
quanto sosteneva A. Freud, M: Klein non ritiene infatti che
rientri nei compiti dell'analista quello di svolgere una funzione
educativa nei confronti del bambino, dal momento che egli ha una
sua autonoma personalit che l'analisi deve aiutare a svilupparsi
liberamente.
M. Klein, La psicoanalisi dei bambini.
Per quanto riguarda gli adulti  chiaro che la funzione della
psicoanalisi consiste nel correggere l'errato andamento che ha
assunto lo sviluppo psicologico dell'individuo. A tale scopo la
psicoanalisi deve cercare di armonizzare l'Es dell'adulto con le
esigenze del suo Super-Io, e nel corso di tale adeguamento, l'Io,
rafforzato, viene posto in condizione di soddisfare anche le
esigenze della realt.
Ma cosa si pu dire riguardo ai bambini? Come pu l'analista
influenzare una vita che  ancora in via di sviluppo? In primo
luogo l'analisi risolve le fissazioni sadiche del bambino
diminuendo in tal modo la severit del suo Super-Io e,
contemporaneamente, l'intensit dell'angoscia e la pressione dei
desideri istintuali; con la maturazione della sessualit e del
Super-Io, l'Io si espande e si rivela in grado di conciliare le
esigenze sul Super-Io con quelle della realt, per cui le nuove
sublimazioni si consolidano e le precedenti perdono il loro
carattere sporadico ed ossessivo.
Nella pubert il ragazzo deve consolidare le proprie esigenze
interiori per potersi distaccare dai suoi oggetti; ci, per, pu
avvenire soltanto se l'angoscia e il sentimento di colpa non
superano certi limiti. Diversamente il suo comportamento si
tradurr in una fuga, anzich essere un genuino distacco, oppure
il bambino rester per sempre fissato ai suoi oggetti originari
senza potersene allontanare.
Lo sviluppo del bambino pu riuscire soddisfacente soltanto se
viene mitigata la severit del suo Super-Io. Per quanto le
esigenze proprie di ogni et, possano differire in misura notevole
le une dalle altre, esse possono essere soddisfatte sempre ad una
medesima condizione fondamentale, e cio di ottenere un
adeguamento tra il Super-Io e l'Es e di conseguenza un
rafforzamento dell'Io. Favorendo questo processo di adeguamento
l'analisi segue e sostiene il naturale processo della crescita del
bambino ad ogni singolo stadio del suo sviluppo. Allo stesso tempo
l'analisi, diminuendo l'angoscia e i sentimenti di colpa, limita
le attivit sessuali del bambino per quanto riguarda i loro
aspetti coatti, e le normalizza liberandole dagli aspetti fobici.
Agendo perci su quei fattori che falserebbero il normale sviluppo
del bambino, l'analisi consente al bambino di dare liberamente
inizio alla propria vita sessuale e alla propria futura
personalit.
In questo libro ho cercato di dimostrare che quanto pi l'analisi
penetra negli strati profondi dello psichismo tanto pi viene
alleviata la pressione del Super-Io. Dobbiamo chiederci per se
non pu accadere che un processo analitico di questo genere,
condotto in profondit, possa finire per diminuire grandemente la
funzione del Super-Io o, persino, annullarla del tutto. Abbiamo
visto che la libido, il Super-Io e il rapporto oggettuale si
influenzano vicendevolmente nel corso del loro sviluppo e che
pulsioni libidiche e pulsioni distruttive, oltre ad essere fuse
tra loro, si influenzano reciprocamente; abbiamo visto anche che
quando il sadismo suscita angoscia codeste due serie di pulsioni
aumentano d'intensit. Perci l'angoscia che si mobilit nelle
primissime situazioni ansiogene, non soltanto esercita una
notevole influenza sui punti di fissazione della libido e sulle
esperienze sessuali del bambino, ma  in effetti legata ad esse ed
 diventata un elemento di codeste fissazioni libidiche.
L'esperienza ha dimostrato che un trattamento psicoanalitico, per
quanto completo possa essere, potr solo diminuire l'intensit dei
punti di fissazione pregenitale e del sadismo del bambino, e non
li potr mai eliminare del tutto, e soltanto parte della sua
libido pregenitale pu essere trasformata in libido genitale. A
mio parere questo fatto ben noto vale anche per il Super-Io.
L'angoscia che il bambino prova in conseguenza delle pulsioni
distruttive e che risponde, sia qualitativamente che
quantitativamente, alle fantasie sadiche, si fonde con la paura
dei pericolosi oggetti internalizzati, e porta ad evidenti
situazioni d'angoscia le quali sono a loro volta legate alle sue
pulsioni pregenitali che, come ho cercato di dimostrare, non
possono venire eliminate del tutto. L'analisi non pu che
indebolirne la potenza in quanto riduce il sadismo e l'angoscia.
Ne consegue, quindi, che il Super-Io appartenente ai primi stadi
dell'infanzia non rinuncia mai completamente alle sue funzioni.
Tutto quello che l'analisi pu fare  diminuire le fissazioni
pregenitali e l'angoscia, ed aiutare in tal modo il Super-Io a
progredire dagli stadi pregenitali a quello genitale. Ogni
progresso compiuto nel diminuire la severit del Super-Io comporta
un rafforzamento delle pulsioni libidiche rispetto a quelle
distruttive e permette alla libido di raggiungere lo stadio
genitale in misura pi completa.
Vorrei ora esaminare brevemente i fattori che provocano la
psiconevrosi. Non intendo parlare di quei numerosissimi casi in
cui la malattia risale alla prima infanzia e alcune volte muta la
propria fisionomia nel corso della vita dell'individuo, mentre
altre volte conserva le caratteristiche originarie, ma mi limiter
a quei casi in cui la malattia sembra iniziare in un momento
particolare. L'analisi indica che anche in questi casi la malattia
era presente in forma latente, ma che in conseguenza di un
determinato avvenimento  entrata in una fase acuta che l'ha
tramutata in una malattia vera e propria. Uno dei modi in cui
questo pu avvenire  che l'individuo si trovi di fronte ad
avvenimenti che confermino le sue prime situazioni d'angoscia, che
la quantit di angoscia presente in lui si elevi fino ad un punto
tale che il suo Io non pu tollerarla, e si manifesti lo stato
patologico. O ancora, avvenimenti esterni sfavorevoli possono
assumere per l'individuo un significato patologico e provocare
delle interferenze nel processo di dominio dell'angoscia, con il
risultato che il suo Io viene a trovarsi abbandonato e indifeso di
fronte alla pressione eccessiva dell'angoscia. In questo modo, una
qualsiasi delusione, di per se stessa trascurabile, scuotendo la
sua convinzione nelle immagini coadiuvanti e nelle sue possibilit
costruttive, e ostacolando l'impiego dei mezzi di cui dispone per
dominare l'angoscia, pu provocare nell'individuo una malattia, e
lo stesso pu dirsi di un avvenimento che costituisca una conferma
alla realt delle sue prime paure e ne aumenti l'angoscia. Questi
due fattori, almeno in una certa misura, procedono di pari passo e
qualsiasi circostanza che agisca contemporaneamente nei due sensi
 destinata inevitabilmente a provocare una malattia psichica.
Risulta da quanto abbiamo detto che la base delle affezioni
psiconevrotiche  costituita dalle prime situazioni ansiogene del
bambino, la cui azione l'analisi non pu mai arrestare interamente
n nella cura degli adulti n in quella dei bambini. Pur non
potendo mai portare ad una guarigione completa n escludere la
possibilit che l'individuo subisca delle ricadute, l'analisi
tuttavia pu, almeno entro certi limiti, avere un effetto
terapeutico e quindi diminuire le possibilit di future malattie,
il che rappresenta un fatto di grande valore pratico. Quanto pi
l'analisi riuscir a ridurre l'intensit delle situazioni
ansiogene precoci del bambino e a rafforzare il suo Io ed i metodi
da questo impiegati per dominare l'angoscia, tanto maggiore
successo avr come misura profilattica.
Ad un'altra limitazione va soggetta la psicoanalisi a causa delle
variazioni individuali che esistono nell'organizzazione psichica
degli individui e persino dei bambini pi piccoli. La misura della
capacit dell'individuo a risolvere l'angoscia dipender
grandemente dal quantitativo dell'angoscia, dal tipo, dalle
situazioni ansiogene predominanti e dai principali meccanismi
difensivi che l'Io ha elaborato nei primi stadi del suo sviluppo;
in altre parole, dalla base della struttura dei disturbi psichici
nell'infanzia.
In casi piuttosto gravi ho ritenuto necessario protrarre l'analisi
per un lungo periodo di tempo al fine di ottenere una
modificazione dell'angoscia, sia qualitativamente che
quantitativamente, che mi facesse considerare giustificata la
sospensione della cura: da diciotto a trentasei mesi di lavoro
effettivo, per i bambini fra i cinque e i tredici anni, anche di
pi per alcuni adulti .Gli svantaggi d'un trattamento tanto
prolungato sono largamente compensati dalla pi grande portata e
maggior stabilit dei risultati che si ottengono con un'analisi in
profondit. In molti casi un periodo di tempo molto pi breve, di
non pi di otto o dieci mesi di lavoro effettivo, pu bastare per
ottenere dei risultati assai soddisfacenti.
In questo libro abbiamo pi volte richiamata l'attenzione del
lettore sulle grandi possibilit offerte dall'analisi del bambino:
l'analisi infatti pu fare, per i bambini normali e nevrotici,
quanto pu fare per gli adulti ed anche molto di pi. Pu
risparmiare loro molta infelicit e molte esperienze dolorose che
l'adulto subisce prima di recarsi dall'analista; per i bambini poi
le previsioni terapeutiche sono molto pi ottimistiche.
L'esperienza degli anni pi recenti ha dato a me, e ad altri
analisti di bambini, buoni elementi per ritenere che le psicosi, i
disturbi del carattere, i tratti psicotici, il comportamento
asociale, le gravi nevrosi ossessive e le inibizioni dello
sviluppo, si possono guarire quando l'individuo  ancora giovane.
Come c' noto, nell'adulto tali condizioni non sono pi
accessibili al trattamento psiconnalitico, o sono solo
parzialmente accessibili. E' pur vero che non  possibile predire
nell'infanzia quale corso prender una malattia, n sapere con
certezza se si tramuter in psicosi, in disturbo caratteriale
criminale o in grave inibizione. Comunque, un'analisi di bambini
anormali che abbia avuto successo, pu ovviare a tutti questi
inconvenienti. Se ogni bambino che manifesti dei disturbi d'una
certa gravit venisse analizzato tempestivamente, moltissime
persone che in seguito finiscono nelle prigioni e nei manicomi, o
subiscono un crollo totale potrebbero salvarsi da questo destino e
riuscire a condurre una vita normale. Se l'analisi dei bambini pu
raggiungere questo scopo - ed esistono molte indicazioni in questo
senso - essa, oltre ad aiutare l'individuo singolo, potr
assolvere ad una funzione d'incalcolabile importanza per la
societ.

(R. Fornaca-R. S. Di Pol, Dalla certezza alla complessit. La
pedagogia scientifica del '900,
Principato, Milano, 1997, pagine 232-236).
